È possibile circoscrivere il divino?

Manuel Panselinos, affresco del Pròtaton (Monte Athos), XIII-XIV sec.


Riportiamo un brano tratto dall’Apologeticus minor – Quaestiones di Niceforo di Costantinopoli (si tratta, in realtà, di un testo di Costantino riportato da Niceforo per contestare le tesi iconoclaste del Copronimo).


“Il Figlio e Verbo di Dio, che ha esistenza secondo una natura semplice, si è incarnato per mezzo della nostra Madre tutta santa, tutta pura e sempre Vergine Maria, la Θεοτόκος. Egli non ha trasformato la divinità in carne, né ha introdotto la carne nella divinità, ma ha unito le due nature in un’unità senza confusione tra esse, poiché una è della divinità e l’altra dell’umanità. Egli ha il suo essere in una sola esistenza secondo l’unica ipostasi, in quanto è duplice pur in una sola persona.”

“Anche se ogni immagine è riconosciuta come derivata da qualche prototipo, e se l’immagine è
buona, essa è consustanziale [ὁμοούσιος] con la persona o la cosa che rappresenta, affinché sia salvato l’insieme, giacché in caso contrario non sarebbe un’immagine.”

“Poiché Cristo ha un’altra natura immateriale unita alla carne ed esiste come una sola cosa con le sue due nature e la sua persona [πρόσωπον], cioè la sua sostanza [ὑπόστασις] è inseparabile dalle due nature, non crediamo che possa essere circoscritto: infatti, ciò che è rappresentato con tratti corporei è anche una persona. D’altra parte, è evidente che l’artista che circoscrive questa persona in immagine circoscrive anche la natura divina, che è non circoscrivibile.” (p. 93)

“Poiché il Verbo è incircoscritto, lo è anche la carne”

“Il pittore circoscrive nella carne – e nella sola carne – la persona propria di un semplice uomo.”

“Circoscrivere la carne del Verbo significa necessariamente circoscrivere con essa anche il Verbo. Il Λόγος dev’essere circoscritto nella carne.”

 


[Tratto da: Oltre lo sguardo. La difesa delle sacre immagini. Oriente, trad. e cura di G. D'Aniello e M. Di Monte, 2022, pp. 92-94]

Commenti

Post più popolari