"Pelle sottile" e "Cuore sotto il naso"

HIGH ENVIRONMENTAL SENSITIVITY

 Un'intelligenza tutta affettiva...

Il cervello degli iperefficienti mentali è regolato dall'affettività, ed è così in ogni situazione. Queste persone hanno bisogno di affetto, di incoraggiamenti continui, di calore e di contatto umano e persino di coccole, di un clima relazionale sereno e positivo. Avendo un ego molto debole, sono morbosamente sensibili al giudizio altrui, che non sanno relativizzare, e hanno bisogno di rassicurazioni costanti.”


...in perenne stato di allerta...

Le persone altamente sensibili sono continuamente sollecitate, a causa dell'iperestesia e dell'emotività. L'amigdala (ghiandola deputata a gestire le emozioni che scaturiscono dagli stimoli esterni) si attiva nella decodifica delle informazioni esterne e interne; quando intercetta una situazione difficile, le ghiandole surrenali producono cortisolo e adrenalina, “ormoni dello stress”. Questo crea un incremento nella reattività dei sensi, nella rapidità di riflessi, nella forza muscolare, nel flusso sanguigno, nel ritmo cardiaco, nella respirazione. Le ghiandole surrenali producono cortisolo e adrenalina, “ormoni dello stress”.

La corteccia prefrontale (sede della razionalità), che dovrebbe filtrare le informazioni ed elaborarle, favorendo processi decisionali, quando viene travolta da questa ondata di sensazioni ed emozioni mette in atto un vero e proprio corto circuito: il cervello invia morfina e ketamina per far saltare il sistema di allarme, mettendo in scacco l'amigdala.

Si verifica così un fenomeno di dissociazione:

Non appena l'amigdala è neutralizzata, la persona si ritrova bruscamente tagliata fuori dal mondo e fluttua come scollegata dalle emozioni. La situazione stressante non è scomparsa, eppure l'individuo non sente più niente e questo gli dà una sensazione di totale estraneità dal presente. Tale fenomeno è chiamato dissociazione e il soggetto diventa spettatore degli eventi in corso.”

Questo meccanismo, tuttavia, consente una fuga, ma non risolve il problema: il corto circuito è come un salva-vita, che consente di sopravvivere anestetizzando l'amigdala, ma non permette l'elaborazione dello stress ad opera dell'ippocampo, sicché lo stress non scompare. Questo processo, peraltro, resta in memoria: si ripeterà all'occasione opportuna, facendo scollegare l'amigdala dall'evento stressante.


...eppure, basta un raggio di sole!

C'è, però, una buona notizia: l'attività mentale di un ipersensibile, ricca e frenetica, permette di rinascere con altrettanta velocità. Si vive come sulle montagne russe, passando dall'invasione emozionale alla sconnessione mentale... Ma a una persona altamente sensibile basta davvero poco per rinascere: proprio in virtù dell'iperefficienza mentale, ha una “prontezza a gioire, a meravigliarsi” di quel che c'è intorno. E anche nei momenti più bui, c'è una “gioia di vivere sorda, latente e potente, pronta a rinascere al minimo raggio di sole”!

(Ch. Petitcollin, Il potere nascosto degli ipersensibili, 2019)


Il tratto dell'Alta Sensibilità è stato indagato scientificamente solo a partire dagli anni '90 del secolo scorso dai coniugi E. e A. Aron. Esso si presenta nel 15-20% della popolazione e possiede quattro caratteristiche principali, indicate dall'acronimo D.O.E.S. (= Depth of Processing / Overstimulation / Emotional Reactivity or Empathy / Sensing the Subtle):

  • Profondità dell’elaborazione: una PAS osserva e riflette molto, elabora maggiormente ogni elemento dell’esperienza, nella processazione delle informazioni utilizza centri cerebrali più “profondi” (come l’insula). Si osserva una maggiore attività nelle parti cerebrali relative all'elaborazione sociale ed emotiva, quelle del lobo frontale.

  • Sovra-stimolazione: prestando maggiore attenzione ai dettagli, una PAS si stanca prima, poiché gli stimoli provenienti dal mondo interno ed esterno, vividamente percepiti, possono diventare soverchianti (e attivare di frequente uno stato d'allerta nell’amigdala).

  • Enfasi nelle reazioni emotive ed empatia nelle relazioni interpersonali. È stato dimostrato che le PAS hanno una maggiore attività dei neuroni a specchio.

  • Sensibilità ai dettagli: le PAS riescono a vedere i piccoli particolari che agli altri sfuggono. Ciò vale sia per la percezione degli elementi ambientali (luci, rumori, odori, colori…) sia per la percezione interna propria e altrui (vissuti personali, elementi dell’esperienza interpersonale, vissuti dell’altra persona, umori e pensieri…). Questa micro-percezione è alla base dell’esperienza di sovra-stimolazione, ma anche della maggiore abilità, avendo tempo a disposizione, di interagire con l’ambiente interno ed esterno, producendo così risposte più intelligenti (adattive). Lemisfero destro del cervello (coinvolto nei processi del pensiero divergente, creativo, e delle emozioni) prevale su quello sinistro. Al tempo stesso c'è una iper-connessione fra i due emisferi, che crea un pensiero “arborescente”, cioè ramificato.

Le PAS, quindi, hanno una percezione più alta di tutti gli stimoli, esterni e interni, e una più profonda elaborazione delle informazioni ambientali.

Per la loro alta sensibilità ambientale, le PAS sono associate all'orchidea – mentre le persone meno sensibili sono paragonate ai “denti di leone”, quelle di media sensibilità ai “tulipani”.

Le PAS risentono maggiormente dello stress, ma traggono anche maggiore vantaggio dalle esperienze: sostanzialmente, sono i soggetti che hanno maggiore plasticità all'ambiente e alle esperienze di vita.



Per un approfondimento si veda: https://www.creabilita.love/il-potere-nascosto-degli-ipersensibili/


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