Visual Thinking - o pensare per immagini
“Le persone con questa sindrome vivono immerse in un innato candore. Non sono capaci di immaginare il male nelle persone con cui entrano in relazione, non comprendono le loro intenzioni e questo ci rende le vittime naturali di ogni bullo, di ogni sadico e di ogni pervertito. La nostra intima, inerme fragilità istiga il tribale predominio del gruppo. E il modo in cui questa forza si manifesta è quello cieco e perverso che nasce dalla zona d’ombra che ogni essere umano custodisce nel profondo del proprio cuore”. (Daniela Chieffo)
Nel
1977 Hans Asperger
rese note in una conferenza alcune osservazioni dettagliate e
perspicaci sulla personalità autistica (soprattutto nei bambini):
alterazioni nella comunicazione verbale e non verbale;
difficoltà nell'uso pragmatico del linguaggio come l'abilità di conversare;
un modo inusuale di parlare, rispetto al tono, al volume e al ritmo;
la pedanteria nell'uso del linguaggio;
alterazioni importanti nella comunicazione e nel controllo delle emozioni;
una tendenza a razionalizzare i sentimenti;
una comprensione sociale limitata o faticosa;
interessi dominanti o tematiche specifiche nel pensiero;
una certa goffaggine nell’andatura e nel coordinamento;
un’estrema sensibilità a suoni o gusti.
Ora, se l'autismo è caratterizzato, talvolta, da gravi alterazioni nel linguaggio, nella socializzazione e negli aspetti cognitivi, che rendono una persona silenziosa, distaccata, con ritardo intellettuale (Leo Kanner, 1943), quello che Hans Asperger andava scoprendo era qualcosa di un po' più differenziato.
Hans Asperger concettualizzò il disturbo come un tipo di personalità stabile che perdura per tutta la vita (che non osserva, come le psicosi, una disintegrazione della personalità).
Lorna Wing ha usato per la prima volta l'espressione “Sindrome di Asperger” nel 1981, per designare una nuova categoria diagnostica all’interno dei disturbi dello spettro artistico.
Per la prima volta fra il 1993 e il 1994 il Disturbo di Asperger viene incluso fra i Disturbi Pervasivi dello Sviluppo, rispettivamente nella X edizione della Classificazione Internazionale delle Malattie (World Health Organization, 1993) e nella IV edizione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (American Psychiatric Association, 1994). Si riconosce che l’autismo, o disturbo pervasivo dello sviluppo, è un disturbo eterogeneo con diversi sottotipi, fra cui vi è l'Asperger.
* * *
Un Asperger ha molto in comune con la Sensibilità ambientale (Enviromental Sensitivity), un tratto temperamentale descritto da Elaine Aron nel 1997:
Maggiore responsività del sistema nervoso agli stimoli interni ed esterni.
Profonda elaborazione delle esperienze.
Facilità alla sovrastimolazione (rumore, caos, emozioni forti).
Spiccata empatia e coscienza morale.
Ma la neurodivergenza di tipo autistico non è solo un tratto temperamentale, è un disturbo così caratterizzato:
Bisogno di routine, ordine e prevedibilità
Iper o ipo-sensibilità sensoriale
Tendenza a focalizzarsi a lungo su pochi interessi specifici
Comunicazione e interazione sociale atipiche
Pensiero concreto, difficoltà con l’astratto
Comportamenti ripetitivi per autoregolazione
Un Asperger vive grande intensità (emotiva, cognitiva o sensoriale), ha delle modalità di apprendimento atipiche, delle difficoltà di adattamento in contesti rigidi.
Dotato di grande perfezionismo, un Asperger è come se avesse un terzo occhio, una telecamera esterna di osservazione.
Dotato di una puntualità estrema, come se avesse bisogno di controllare tutto, persino il tempo: è impossibile ancorarsi nell'istante. Dominato da un'ansia di prevenire gli eventi allo scopo di placare l'angoscia. In questo mix di perfezionismo, fatto di anticipazione e rimorso, si alternano colpevolezza verso il passato e paura del futuro.
Dotato di un “cervello parabolico”, riesce a captare tutto. L'acume esasperato dei sensi provoca misofonia, intolleranza agli odori, claustrofobia... mettendo in atto una serie di tecniche di evitamento (tenere occupate le mani, alzarsi di frequente, giocherellare con le gambe...). D'altro canto, ha una capacità di gustare i suoni della natura come pochi (le fusa di un gatto, il canto degli uccelli, l'acqua di un ruscello, il soffio del vento...).
Talvolta manifesta una maturità precoce dello spirito, con una grande consapevolezza dei pericoli e un senso acuto delle responsabilità, accompagnati da angoscia. Tuttavia, questa maturità dello spirito non corrisponde a un'adeguata maturità emozionale. Ed ecco il bisogno continuo di essere rassicurato e protetto.
Manifesta a volte anche una tendenza all'auto-sabotaggio: fa tanto per raggiungere un obiettivo, e quando è lì, ad un passo dall'averlo raggiunto, si convince di essere una nullità, quasi di non esistere. Un amor proprio deplorevole! E un bisogno estremo di conferma. Insomma, un'altalena continua fra la passione che trascina in alto e la sfiducia in sé che fa ricadere in basso...
Talvolta prevale il bisogno di disconnettersi, di uscire da se stessi: ed ecco allora fenomeni di perdita di controllo (meltdown) o dissociazione dall'ambiente – con conseguente auto-esclusione.
Per placare l'ansietà, ridurre lo stress e disconnettere la mente, si costruiscono dei piccoli rituali, delle abitudini quotidiane rassicuranti.
Delle pratiche indispensabili a un Asperger sono:
imparare a fidarsi delle proprie intuizioni!
custodirsi, coltivare un giardino segreto, essere fedeli a se stessi!
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Ecco alcune testimonianze:
“La mia testa non è molto diversa da una vecchia motocicletta. In certi momenti la manopola del gas va al massimo, in altri le candele sono sporche e il motore si ingolfa” - dice Susanna Tamaro.
Invece Temple Grandin parla di un Visual Thinking:
“L'autismo è un vasto continuum che va dalle forme molto gravi..., fino a brillanti scienziati e ingegneri. Si tratta di un continuum di caratteristiche. Quand'è che un nerd diventa Asperger, che è solo un leggero autismo? … Einstein e Mozart e Tesla probabilmente avrebbero una diagnosi di autismo al giorno d´oggi...”
Ora, ci sono vari modi di pensare, lasciando un attimo da parte il linguaggio verbale. Temple Grandin afferma: “Io penso per immagini. Non penso col linguaggio”.
Ecco, la mente di un Asperger si occupa dei dettagli: se in un testo ci sono lettere grandi e lettere piccole, la mente di un Asperger individua le lettere piccole con più facilità.
“Allora, che cos'è pensare per immagini? Letteralmente è il cinema nella testa”. E alcune ricerche ora dimostrano che davvero l'Asperger “pensa proprio con la corteccia visiva primaria”: è come un “pensatore visivo”.
Un altro tipo di mente è quella che pensa per schemi, una mente più astratta: ad esempio gli ingegneri, i programmatori... poi c´è una mente verbale, ecc.
“Il pensiero visivo mi ha permesso di capire moltissimo la mente animale. Perché, pensateci bene, un animale è un pensatore che si basa sui sensi, mica verbale. Pensa per immagini. Pensa per suoni. Pensa per odori.”
Che cosa sarebbe il mondo senza persone così raffinate ed esigenti come le nostre Aspie!



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